Ex Province, indennità ai presidenti: ad Agrigento fino a 9.660 euro

Torna al centro del dibattito politico siciliano la questione delle indennità per i presidenti dei Liberi Consorzi comunali, gli enti che hanno preso il posto delle ex Province.
La Commissione Bilancio dell’Assemblea regionale siciliana ha dato il via libera a un emendamento che prevede un’indennità per i presidenti dei sei Liberi Consorzi dell’Isola, introducendo anche disposizioni relative ai consiglieri, ai rimborsi delle spese di viaggio e alle assenze legate allo svolgimento delle funzioni istituzionali.
Il meccanismo previsto collega l’indennità del presidente a quella del sindaco del Comune capoluogo. Per Agrigento, secondo le cifre riportate nel dibattito politico e dalle cronache parlamentari, l’importo potrebbe arrivare a 9.660 euro al mese.
La disposizione stabilisce inoltre che l’indennità non possa essere cumulata con quella eventualmente spettante alla stessa persona in qualità di sindaco.
Il voto in Commissione ha immediatamente riacceso il confronto tra le forze politiche. Movimento 5 Stelle e Controcorrente hanno votato contro il provvedimento, contestando la scelta di aumentare le somme destinate agli organi dei Liberi Consorzi.
Il tema ha prodotto posizioni differenti all’interno del Partito Democratico. I deputati dem presenti in Commissione hanno sostenuto l’emendamento, mentre il deputato regionale agrigentino Nello Dipasquale ha espresso pubblicamente la propria contrarietà alla misura, prendendo posizione sull’entità delle indennità previste.
La discussione arriva dopo altri tentativi, nel corso della legislatura, di intervenire sulla materia. La questione delle indennità dei presidenti dei Liberi Consorzi era già stata affrontata dall’Ars, senza che si arrivasse finora a una disciplina definitiva.
Il nuovo provvedimento riporta quindi l’argomento al centro dell’attività parlamentare siciliana, con particolare attenzione nei territori interessati anche per l’entità delle somme previste.
Per Agrigento, la cifra indicata è quella di 9.660 euro mensili. Si tratta, tuttavia, dell’importo previsto dall’emendamento approvato in Commissione e non di un compenso già definitivamente attribuito.
Il testo dovrà infatti proseguire il proprio iter all’Assemblea regionale siciliana, dove potrà essere approvato, modificato o non confermato. La decisione finale spetterà dunque all’Aula dell’Ars.




