Agrigento in lutto: Marco Chiaramonti muore nello stesso giorno del fratello, 10 anni dopo

Marco Chiaramonti è morto sabato sera ad Agrigento in un drammatico incidente stradale lungo viale Emporium, a bordo del suo scooter. Secondo le prime ricostruzioni, avrebbe perso il controllo del mezzo a causa di una buca o del manto stradale non in buone condizioni, finendo contro un albero. Per una tragica e beffarda coincidenza, il fratello Gabriele era morto esattamente lo stesso giorno e lo stesso mese di dieci anni fa, sempre a seguito di un incidente stradale autonomo: dopo tre settimane di coma non era riuscito a sopravvivere.

La comunità di Agrigento è sotto shock: due fratelli, entrambi conosciuti e amati, persi a distanza di dieci anni nello stesso giorno e per la stessa drammatica circostanza. Marco, cinquantenne stimato istruttore di tennis e padel, era considerato una colonna portante del Circolo Tennis e un punto di riferimento per lo sport cittadino.

La tragedia ha scatenato una forte ondata di rabbia e indignazione sui social network. Numerosi cittadini hanno puntato il dito contro le condizioni disastrose delle strade cittadine e le buche che mettono a rischio la vita di chi le percorre, accusando il sindaco Franco Miccichè e i politici locali di negligenza e mala gestione. Sui social si moltiplicano messaggi che parlano di “destino beffardo”, ma soprattutto si chiede con forza che vengano adottati interventi concreti per garantire maggiore sicurezza.

Il sindaco Miccichè ha annunciato il lutto cittadino per il giorno dei funerali ed espresso cordoglio personale e istituzionale, ricordando Marco come un uomo generoso e amato. Ma la risposta ufficiale non ha placato la rabbia dei cittadini, che continuano a chiedere responsabilità e azioni immediate.

La Procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta, sequestrando la salma, lo scooter e altri elementi utili per chiarire le cause dell’incidente. In città, però, resta la speranza che questa duplice tragedia possa finalmente spingere le istituzioni a intervenire seriamente sulle infrastrutture viarie, per onorare la memoria dei fratelli Chiaramonti e per evitare altre vite spezzate.

Condividi