Commissioni, si spacca il centrodestra. Ciulla (FdI): «Non accettiamo lezioni»

Doveva essere una seduta dedicata soprattutto alla composizione delle commissioni consiliari permanenti. È diventata, invece, una delle prime vere fotografie degli equilibri politici del nuovo Consiglio comunale e dei rapporti tra le forze politiche di centrodestra.

La seduta di ieri sera ha evidenziato una convergenza trasversale che ha attraversato tutte e sei le votazioni: quattordici voti favorevoli per ciascuna delle sei commissioni. Un dato rimasto invariato, nonostante cambiassero di volta in volta il numero dei presenti, dei contrari e degli astenuti.

Ed è proprio quel quattordici ad aver acceso il confronto in aula, facendo emergere una frattura all’interno del centrodestra.

Da una parte Fratelli d’Italia, Lega e Democrazia Cristiana hanno trovato una convergenza con i consiglieri del Partito Democratico e di Controcorrente. Dall’altra, Forza Italia, Forza Azzurri e MPA hanno contestato il metodo seguito per arrivare alla composizione degli organismi consiliari.

Una contrapposizione che ha alimentato anche accuse politiche più pesanti. Durante il dibattito, infatti, si è parlato apertamente di “inciucio”.

Una lettura respinta con decisione in aula dal consigliere comunale di Fratelli d’Italia Costantino Ciulla, che nel corso del suo intervento ha rivendicato il ruolo del gruppo: «Questa sera finalmente il Consiglio comunale e i nostri alleati politici si accorgono che esiste il gruppo Fratelli d’Italia».

Poi la precisazione sulle accuse di un’intesa con il centrosinistra: «Rassicuriamo la città, non c’è alcun accordo politico. Stiamo solo dando lo strumento per consentire ai consiglieri comunali di poter svolgere il proprio lavoro».

Infine, la dura replica alle critiche arrivate da Forza Italia, Forza Azzurri e MpA: «Non accettiamo lezioni da chi, con la sinistra, ci ha governato in passato e ci governa anche oggi, come ad esempio al Libero Consorzio comunale. Fratelli d’Italia non ha mai amministrato con forze politiche di quell’area e comporre le commissioni non significa amministrare».

Con la costituzione delle sei commissioni si chiude così il primo capitolo. Ora l’attenzione si sposta sulle presidenze degli organismi consiliari, il prossimo passaggio nel quale potrebbero tornare a confrontarsi gli equilibri emersi durante la seduta.

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