Controlli sul territorio, i consiglieri comunali di FdI: «La politica deve vigilare, non restare in silenzio»

Le domande poste al sindaco sulla gestione dei controlli ambientali negli ultimi mesi meritavano risposte chiare e puntuali, non lezioni sul ruolo delle istituzioni.

Rispettiamo pienamente l’autonomia della magistratura e non intendiamo entrare nel merito di atti coperti dal segreto investigativo. Ma una cosa deve essere chiara: il segreto investigativo non può diventare uno scudo per sottrarre l’azione amministrativa al controllo del Consiglio comunale.

Gli articoli 42 e 43 del TUEL riconoscono ai consiglieri il ruolo di indirizzo e controllo politico-amministrativo e il diritto di ottenere le informazioni necessarie all’esercizio del mandato. Prerogative che non dipendono dalla volontà di un assessore, ma dalla legge.

All’assessore Lo Piparo, insediatosi da appena 24 ore, ricordiamo che l’esperienza maturata nella Polizia di Stato è cosa diversa dal ruolo politico che oggi ricopre. Da assessore, è chiamato a confrontarsi con il Consiglio comunale e a rispondere alle legittime domande di chi rappresenta i cittadini.

La nostra preoccupazione è semplice: vogliamo controlli legittimi, imparziali e proporzionati, che tutelino l’ambiente senza trasformarsi in strumenti di vessazione nei confronti di cittadini e commercianti.

La legalità non si difende soltanto attraverso i controlli, ma anche garantendo che ogni potere venga esercitato nel rispetto delle regole.

Noi continueremo a fare il nostro dovere, senza interferire con le indagini, ma senza rinunciare al diritto e alla responsabilità di controllare l’operato dell’amministrazione.

Perché il rispetto delle istituzioni vale per tutti: per chi controlla, per chi amministra e per chi ha il dovere di chiedere conto delle scelte compiute.

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