Nubifragio, Agrigento conta i danni: mai così tanta pioggia dal 2002

È iniziata la conta dei danni dopo il violento nubifragio che sabato ha colpito Agrigento e diversi centri della provincia. Strade trasformate in fiumi, abitazioni e scantinati allagati, automobili bloccate, alberi abbattuti e cedimenti: il maltempo ha lasciato dietro di sé una situazione ancora da quantificare.

A dare la misura dell’eccezionalità dell’evento sono i dati del Sias. Alla stazione di Agrigento Scibica sono stati registrati 145,4 millimetri di pioggia in tre ore, il valore massimo rilevato dalla stazione dall’inizio delle registrazioni, nel 2002, considerando gli intervalli temporali monitorati.

Tra le zone maggiormente interessate dagli allagamenti figurano il Villaggio Mosè, San Leone e l’area di viale Cannatello, dove l’acqua ha raggiunto abitazioni e locali. I Vigili del fuoco sono stati impegnati anche con le idrovore per liberare gli ambienti invasi dall’acqua. Segnalati inoltre alberi caduti, muri danneggiati e problemi alla viabilità.

Ora, superata la fase più critica, resta da capire l’entità complessiva dei danni e quali interventi saranno necessari per ripristinare le zone maggiormente colpite.

Il nubifragio lascia soprattutto una domanda: quanto è preparata Agrigento a gestire eventi di questa intensità?

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