Rinnovato il contratto Funzioni locali e dirigenti: Aumenti fino a 444 euro

Dopo mesi di trattative tra l’ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) e i sindacati, è stato sottoscritto in via definitiva il nuovo Contratto collettivo nazionale di lavoro per il comparto Funzioni locali e per i dirigenti di Comuni e Regioni. Il rinnovo interessa oltre 400mila funzionari e circa 13mila dirigenti.
Per i funzionari degli enti locali è previsto un aumento medio di 136,76 euro lordi mensili per tredici mensilità, pari a un +5,78% sul monte salari 2021, a cui si aggiunge un ulteriore 0,22% per il trattamento accessorio. L’incremento complessivo si avvicina così ai 140 euro lordi al mese. L’obiettivo è tutelare il potere d’acquisto e ridurre il divario retributivo rispetto alle amministrazioni centrali.
Più consistente l’aumento per la dirigenza locale, che raggiunge in media 444 euro lordi mensili. Per gli incarichi di elevata qualificazione (Eq) il tetto della retribuzione di posizione sale da 18mila a 22mila euro.
In arrivo anche gli arretrati, che saranno erogati con la busta paga di marzo 2026 e coprono il periodo dal 1° gennaio 2022 fino all’entrata in vigore del nuovo contratto. Per i dirigenti le somme possono arrivare fino a 2.300 euro lordi, in base all’anzianità e all’incarico ricoperto. Per il personale con elevata qualificazione, gli importi saranno calcolati in proporzione alle indennità stabilite dai singoli enti.
Il rinnovo introduce inoltre novità organizzative: possibilità di settimana corta su quattro giorni mantenendo 36 ore, maggiore ricorso allo smart working per caregiver e lavoratori fragili e riconoscimento dei buoni pasto anche nelle giornate in lavoro agile.
Si apre infine il confronto per il triennio 2025-2027, con aumenti già programmati: 45 euro dal 1° gennaio 2025, 92,2 euro dal 1° gennaio 2026 e fino a 150 euro a regime entro fine 2027.

