Verso Agrigento 2026: Serve un sindaco esperto e non salti nel buio

Le prossime elezioni amministrative ad Agrigento si annunciano come uno snodo decisivo per il futuro della Città dei Templi. Non una tornata elettorale qualunque, ma un momento cruciale che arriva al termine di cinque anni complessi, segnati dall’Amministrazione guidata dal Sindaco Francesco Miccichè.

La sindacatura uscente ha certamente dovuto affrontare sfide oggettive, prima fra tutte la grave emergenza idrica che lo scorso anno ha messo a dura prova cittadini e imprese, ma davvero tanti erano gli entusiasmi e grandi le aspettative dei cittadini al momento dell’elezione di Miccichè, aspettative che, secondo molti agrigentini, sono rimaste in buona parte deluse.

In questo contesto si inserisce la nuova sfida elettorale.

Se la ricandidatura di Francesco Miccichè appare improbabile, se non impossibile, l’unica candidatura ufficiale ad oggi è quella di Giuseppe Di Rosa, già consigliere comunale, sostenuto da due liste civiche. Una scelta volta a intercettare l’area civica e il voto d’opinione, in una città dove l’elettorato appare frammentato e ancora alla ricerca di punti di riferimento chiari.

Sul fronte progressista, si fa il nome del giornalista Nuccio Dispenza, figura nota in città con una lunga esperienza nel mondo dell’informazione, che potrebbe rappresentare un punto di sintesi per quell’area politica chiamata oggi a trovare unità e una proposta credibile.

Circolano inoltre voci sull’ex deputato nazionale Michele Sodano, che potrebbe scendere in campo con il sostegno del movimento Controcorrente.

Nel centrodestra, saltata la possibile candidatura di Piero Luparello, restano aperte altre ipotesi. Tra queste figurano Lillo Sodano, già senatore ed ex sindaco della città, e Lillo Firetto, ex deputato regionale e anch’egli ex primo cittadino, entrambi con grande conoscenza della macchina amministrativa e delle dinamiche locali. Si è parlato anche del deputato regionale ed ex sindaco Roberto Di Mauro, la cui candidatura, secondo quanto dichiarato dallo stesso interessato, non è mai stata posta sul tavolo della discussione.

Il quadro, dunque, è ancora in evoluzione. Ma al di là dei nomi e delle strategie di schieramento, la vera questione è un’altra.

Agrigento è una città complessa. I problemi sono noti: conti fragili, servizi da riorganizzare, infrastrutture da ripensare, prospettive economiche da rilanciare. Nei prossimi anni è realistico pensare che le risorse disponibili saranno limitate e andranno gestite con rigore, competenza e programmazione.

Per questo, più che inseguire il fascino del “nome nuovo” o cedere alla tentazione del cambiamento fine a sé stesso, sarebbe auspicabile puntare su candidati con solida esperienza amministrativa. Non una questione di età, ma di preparazione concreta e conoscenza della cosa pubblica.

Agrigento non può permettersi salti nel buio. Serve un sindaco che conosca i meccanismi della macchina comunale, le sue rigidità, le opportunità e le criticità. Un primo cittadino in grado di governare un ente in sofferenza finanziaria, con dimestichezza in bilanci, procedure e vincoli normativi, autorevole e capace di assumersi responsabilità fin dal primo giorno.

Ma alla competenza deve accompagnarsi un progetto chiaro. Una visione concreta e lungimirante, un programma condiviso, capace di restituire fiducia e prospettive a una comunità spesso segnata dall’incertezza.

Le amministrative non saranno solo una sfida tra nomi. Saranno una scelta sul metodo e sulla direzione: tra improvvisazione e responsabilità, tra slogan e governo. Agrigento merita stabilità, competenza e visione. Questa volta, più che mai, il futuro passa dalla qualità dell’esperienza.

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