De Luca ad Agrigento: «Mani libere in Sicilia». Poi attacca Sodano

Dalla candidatura alla presidenza della Regione Siciliana all’accordo nazionale con Fratelli d’Italia, passando per il rapporto con il governo Schifani e le questioni amministrative di Agrigento. Cateno De Luca fa tappa nella città dei Templi e, rispondendo alle domande degli organi di stampa locali, chiarisce la posizione politica di Sud chiama Nord e affronta alcuni dei temi più delicati che riguardano il territorio, soffermandosi in particolare sull’operato dell’amministrazione comunale guidata da Michele Sodano e sulla vicenda Maddalusa.

Accanto al leader del movimento c’è Salvatore Fanara, consigliere comunale di Favara, che ha aderito a Sud chiama Nord e si prepara a partecipare alla prossima competizione elettorale regionale.

«Mani libere in Sicilia», anche dopo l’accordo con Fratelli d’Italia

Il primo tema affrontato da De Luca riguarda gli equilibri politici regionali e il rapporto con il centrodestra nazionale. L’intesa raggiunta con Fratelli d’Italia, che ha consentito al movimento di ottenere uno spazio parlamentare alla Camera, non modifica la strategia siciliana di Sud chiama Nord.

«Il nostro accordo nazionale col centrodestra ha una clausola ben precisa: mani libere in Sicilia», afferma De Luca, ribadendo la propria autonomia rispetto al governo regionale guidato da Renato Schifani.

Il leader politico conferma la candidatura alla presidenza della Regione, sostenendo di voler portare avanti un progetto «civico, autonomista e progressista», distinto dagli attuali equilibri politici dell’Isola.

La posizione di De Luca tiene conto del fatto che Fratelli d’Italia sostiene il governo Schifani, mentre Sud chiama Nord intende seguire un percorso autonomo. Le decisioni che il partito della premier Giorgia Meloni assumerà in Sicilia, sottolinea, restano una questione che riguarda direttamente lo stesso partito.

Il prossimo appuntamento per il movimento sarà la convention nazionale in programma a Roma il 27, 28 e 29 ottobre, durante la quale verranno delineate le strategie in vista dei futuri appuntamenti elettorali.

Il rapporto con il sindaco Sodano e le critiche all’amministrazione

Dalla politica regionale il confronto si sposta sulle vicende agrigentine. Rispondendo alle domande dei giornalisti, De Luca chiarisce innanzitutto di rispettare la legittimazione del sindaco Michele Sodano, in quanto espressione del voto popolare.

Ricorda anche di aver manifestato solidarietà istituzionale al primo cittadino nei momenti di tensione politica con Ismaele La Vardera e di avergli comunicato telefonicamente la propria disponibilità a collaborare per la città.

Una disponibilità che non esclude osservazioni critiche sull’attività amministrativa.

«Non sono un tiktoker, i social li utilizzo come strumento di comunicazione e non di amministrazione», dichiara De Luca, introducendo una riflessione sul rapporto tra comunicazione pubblica e concretezza dell’azione amministrativa.

Il leader di Sud chiama Nord ricorre anche all’immagine della «sindrome dello specchio delle mie brame», sostenendo che amministrare una città richieda atti, provvedimenti e una strategia riconoscibile, non soltanto visibilità sui social.

Secondo De Luca, a circa quattro mesi dall’insediamento non sarebbe ancora emersa con sufficiente chiarezza la linea che la nuova amministrazione intende seguire per il rilancio di Agrigento. Da qui l’auspicio che il sindaco possa presentare al più presto le proprie priorità e tradurle in risultati concreti.

Maddalusa, il precedente di Messina e l’ipotesi di una legge speciale

Tra le questioni affrontate durante l’incontro con la stampa c’è anche l’emergenza idrica di Maddalusa, legata alle irregolarità urbanistiche che hanno determinato il blocco dell’approvvigionamento nelle abitazioni interessate.

Sul tema, De Luca richiama la propria esperienza da sindaco di Messina, quando si trovò a gestire la situazione delle baracche del dopo terremoto.

«Baracche che erano più che abusive, ma l’acqua è stata sempre data», afferma, ricordando di aver affrontato la questione inquadrandola come un’emergenza sanitaria.

De Luca racconta di essersi insediato nel giugno 2018 e di aver adottato un’ordinanza dopo circa un mese, scegliendo una strada che comportava anche il rischio di un confronto con altre istituzioni.

Secondo la sua ricostruzione, quell’esperienza contribuì ad aprire la strada a una legge speciale per Messina. Un precedente che, a suo giudizio, potrebbe offrire spunti anche per affrontare la situazione di Maddalusa.

La proposta è quella di valutare strumenti straordinari, partendo dalla tutela della salute pubblica e dalla necessità di individuare una soluzione all’emergenza idrica. De Luca suggerisce inoltre di sollecitare un intervento legislativo specifico, ritenendo che le sole procedure ordinarie possano non essere sufficienti a superare le difficoltà.

Si tratta di un’indicazione politica che richiede naturalmente una verifica della sua concreta applicabilità al contesto agrigentino, nel quale si intrecciano esigenze dei residenti, disciplina urbanistica e responsabilità delle diverse istituzioni.

«Un sindaco disposto a rischiare per un cambio di passo?»

Richiamando il precedente messinese, De Luca invita il sindaco Sodano a valutare un approccio deciso alla vicenda.

«C’è un sindaco disposto a rischiare la pelle per un cambio di passo radicale?», domanda, spiegando che, a suo giudizio, le emergenze di questo tipo richiedono la disponibilità ad assumere decisioni difficili, anche quando possono comportare conseguenze sul piano politico e istituzionale.

Il consiglio rivolto al primo cittadino è quello di affrontare la questione con un’impostazione che lo stesso De Luca definisce «spregiudicata», senza affidarsi esclusivamente alle procedure ordinarie.

Il leader di Sud chiama Nord sottolinea così la necessità di individuare una strada che consenta di affrontare il problema dell’acqua senza ignorare le irregolarità urbanistiche e il quadro normativo di riferimento.

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