Agrigento, il grido di dolore di Fontanelle: “Così ci sentiamo abbandonati”

Tra le strade dissestate, le aree verdi incolte e i servizi sempre più ridotti, cresce l’amarezza dei residenti del quartiere Fontanelle, uno dei rioni popolari più popolosi della città. A farsi portavoce del malessere diffuso è Giovanni M., abitante storico del quartiere, che racconta con tono sconsolato la quotidianità di chi vive in una realtà ormai segnata dal degrado.
“Qui ci sentiamo dimenticati – dice Giovanni –. Le strade sono piene di buche, i marciapiedi impraticabili, l’illuminazione scarsa. I ragazzi non hanno spazi adeguati per incontrarsi o fare sport, e le famiglie convivono ogni giorno con disservizi che altrove non sarebbero tollerati. Fontanelle è diventata una periferia nel cuore stesso della città”.
Il quartiere, nato negli anni ’70 come grande insediamento residenziale, oggi appare invecchiato e trascurato. Gli spazi comuni che un tempo erano punto di riferimento per la comunità sono ridotti a zone di abbandono, con erbacce e rifiuti che ne limitano l’utilizzo. “Non chiediamo miracoli – continua Giovanni – ma il diritto a vivere in un quartiere dignitoso, con manutenzione ordinaria, sicurezza e decoro”.
L’amarezza dei residenti non riguarda solo le condizioni materiali, ma anche il senso di isolamento rispetto al resto della città. “Sembra che Fontanelle non faccia parte di Agrigento. Ci ricordano solo in campagna elettorale, poi cala di nuovo il silenzio. Noi invece siamo cittadini come tutti gli altri, paghiamo le tasse e pretendiamo rispetto”, conclude Giovanni.
Un grido che merita di non rimanere inascoltato, perché il degrado urbano non è solo un problema estetico, ma incide direttamente sulla qualità della vita, sul senso di comunità e sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Fontanelle chiede attenzione, e Agrigento non può permettersi di ignorarlo ancora.




