Akragas, riemerge la città degli artigiani: scoperte grandi fornaci greche

Non ci sono templi, colonne o grandi monumenti. Questa volta dalla terra di Agrigento riemerge qualcosa di diverso: la città che lavorava, produceva e costruiva la propria quotidianità.
Nell’area del Ceramico, a ovest di Porta V, gli scavi archeologici stanno riportando alla luce un importante quartiere artigianale dell’antica Akragas, con grandi fornaci destinate alla produzione ceramica.
Una scoperta che permette di aprire una finestra su una parte della città greca ancora poco conosciuta e che il pubblico potrà vedere da vicino martedì 22 settembre, quando il Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi organizzerà uno speciale Open Day nell’area degli scavi.
Dove nasceva la ceramica di Akragas
Le indagini nell’area sono iniziate nel 2019 grazie alla collaborazione scientifica tra l’Università di Bologna, sotto la direzione del professor Vincenzo Baldoni, e il Parco archeologico della Valle dei Templi, diretto da Maria Concetta Parello.
Il ritrovamento più significativo è rappresentato dalle grandi fornaci utilizzate per la produzione di ceramiche.
Le loro dimensioni, la complessità delle strutture e lo stato di conservazione le rendono, secondo quanto riferito dagli studiosi, un contesto eccezionale nel panorama della Sicilia greca.
All’interno di questo quartiere artigianale venivano prodotti oggetti che raccontano la vita quotidiana della polis: coppe, brocche, anfore, statuette votive, pesi da telaio e altri manufatti destinati alla lavorazione e alla cottura dell’argilla.
Non è quindi soltanto una scoperta archeologica.
È il ritratto di una città che, oltre a costruire i suoi monumenti, aveva bisogno di artigiani, botteghe, fornaci e luoghi destinati alla produzione.
Un pezzo di Akragas torna visibile
La particolarità dell’iniziativa del 22 settembre sarà proprio la possibilità di entrare nel cantiere e osservare direttamente il lavoro degli archeologi.
A guidare i visitatori saranno gli stessi giovani studiosi e gli studenti universitari impegnati nelle attività di ricerca, che illustreranno le strutture e i materiali venuti alla luce.
Il modello scelto è quello del “cantiere aperto”: la ricerca archeologica non resta confinata agli specialisti, ma diventa un’esperienza condivisa con il pubblico.
La città oltre i templi
La scoperta aggiunge così un altro tassello alla conoscenza di Akragas.
Perché la grandezza della città antica non passa soltanto da templi che ancora oggi attirano visitatori da tutto il mondo. Passa anche dalle attività quotidiane di migliaia di persone: chi modellava l’argilla, chi alimentava i forni, chi commerciava i manufatti e chi utilizzava quegli oggetti nella vita di ogni giorno.
È questa la storia che le fornaci stanno restituendo. Una storia fatta di lavoro e produzione, rimasta per secoli sotto terra e oggi nuovamente visibile. Agrigento, dunque, torna a raccontare un’altra parte della sua storia.




