Canicattì 2027, il toto-sindaco entra nel vivo: Granata si muove, centrodestra alla prova

A Canicattì la campagna elettorale per le amministrative del 2027 non è ancora ufficialmente iniziata, ma la partita per la successione a Vincenzo Corbo è già entrata nel vivo.
Mancano ancora diversi mesi al voto e sarebbe prematuro parlare di uno schieramento definitivo. Tuttavia, nelle ultime settimane qualcosa ha cominciato a muoversi e alcuni nomi hanno iniziato a circolare con maggiore insistenza. Il primo, e al momento quello accompagnato dai segnali politici più concreti, è Giancarlo Granata.
A rendere particolarmente significativa la sua posizione è stata la scelta di due movimenti cittadini, “Nuova Canicattì” e “Giovane e concreta la Canicattì di domani”, di annunciare il sostegno alla sua candidatura. I due movimenti hanno inoltre promosso un percorso di formazione politica in vista delle amministrative della primavera 2027, con l’obiettivo dichiarato di costruire una squadra preparata sui problemi della città e sugli strumenti necessari per amministrarla.
Granata, dunque, sembra aver scelto di muoversi con largo anticipo. Il suo nome non arriva dal nulla: già deputato regionale e protagonista della politica locale, è anche coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia. La sua eventuale candidatura potrebbe quindi rappresentare il tentativo di costruire attorno a un progetto politico preciso un fronte alternativo all’amministrazione uscente.
Ed è proprio qui che si apre la partita più interessante: quale centrodestra si presenterà agli elettori di Canicattì?
Salvaggio, una nuova variabile
Negli ultimi giorni lo scenario ha acquisito un elemento ulteriore con il passaggio di Luigi Salvaggio al gruppo parlamentare di Forza Italia all’Assemblea regionale siciliana.
Una scelta che lo stesso Salvaggio ha definito un «ritorno a casa», ricordando il proprio percorso nel partito e la lunga esperienza maturata nella politica locale. Prima dell’ingresso all’Ars, Salvaggio è stato per tre mandati consigliere comunale a Canicattì e vicepresidente del Consiglio comunale.
Il suo ingresso in Forza Italia porta il gruppo azzurro all’Ars a 13 deputati, ma soprattutto rafforza il peso politico di Salvaggio nel territorio canicattinese.
Alle amministrative del 2021 fu proprio lui il più votato della lista “Corbo Sindaco”, con 528 preferenze.
Oggi, però, il contesto è completamente diverso.
Salvaggio non ha annunciato una candidatura a sindaco, ma il suo nuovo ruolo regionale lo rende uno degli interlocutori centrali nella costruzione delle alleanze in vista del 2027. La sua presenza potrebbe pesare soprattutto nel centrodestra, dove bisognerà capire se le diverse componenti riusciranno a trovare una sintesi attorno a un unico candidato.
E la domanda, inevitabilmente, è se Forza Italia sarà pronta a sostenere Granata oppure se proverà a costruire una proposta alternativa.
Corbo deve ancora decidere
Sul fronte dell’amministrazione uscente, naturalmente, resta in campo il nome del sindaco Vincenzo Corbo.
Corbo non ha ancora ufficializzato una ricandidatura, ma sarebbe difficile immaginare la prossima competizione senza considerare il ruolo del primo cittadino uscente.
Nel 2021 Corbo vinse il ballottaggio contro Cesare Sciabarrà con il 52,86% dei voti, dopo essersi imposto al primo turno con il 35,26%. Sciabarrà arrivò al ballottaggio con il 29,08%, mentre Ettore Di Ventura si fermò al 26,76%.
Oggi, però, Corbo si presenta alla vigilia della scadenza del mandato con uno scenario politico diverso rispetto a quello del 2021.
La sua amministrazione è stata sottoposta a una forte pressione politica negli ultimi mesi e, proprio nella fase finale della legislatura, il sindaco ha recentemente proceduto a una rimodulazione delle deleghe assessoriali, spiegando la scelta con la necessità di dare un nuovo impulso all’attività amministrativa. Canicattì tornerà alle urne nella primavera del 2027 per la naturale scadenza del mandato.
La domanda, quindi, non è soltanto se Corbo deciderà di ripresentarsi. Bisognerà capire anche quale sarà la coalizione che eventualmente lo accompagnerà.
Sciabarrà resta un nome da osservare
Nella futura competizione potrebbe tornare ad avere un ruolo anche Cesare Sciabarrà, protagonista del ballottaggio del 2021.
Quattro anni fa fu lui a sfidare Corbo per la guida della città, arrivando a pochi punti percentuali dalla vittoria. Il suo 47,14% al secondo turno rappresenta ancora oggi un dato politicamente significativo.
Anche in questo caso, però, non c’è una candidatura ufficiale per il 2027.
Sciabarrà resta quindi un nome da osservare, soprattutto in uno scenario nel quale il voto civico potrebbe nuovamente avere un peso determinante.
Il centrosinistra deve ancora trovare la sua strada
Ancora più aperto appare il quadro del centrosinistra.
Dopo il risultato del 2021, quando Ettore Di Ventura non riuscì ad arrivare al ballottaggio, le forze progressiste dovranno probabilmente ripensare strategia e candidatura.
Al momento non emerge un nome sufficientemente consolidato da poter essere indicato come candidato sindaco.
Potrebbe essere proprio questa una delle partite più importanti dei prossimi mesi: capire se il centrosinistra riuscirà a presentarsi unito, magari costruendo un’alleanza più ampia con le realtà civiche, oppure se anche questa volta il voto sarà caratterizzato da una forte frammentazione.
Una città che potrebbe tornare al voto con più candidati
Il precedente del 2021 suggerisce prudenza.
Allora furono quattro i candidati alla carica di sindaco e nessuno riuscì a superare il 50% al primo turno. Corbo e Sciabarrà si ritrovarono così al ballottaggio, con la vittoria finale dell’ex sindaco.
Oggi lo scenario potrebbe ripetersi, anche se con protagonisti e alleanze differenti.
Granata è il primo ad aver avviato concretamente un percorso politico verso il 2027. Salvaggio, con il passaggio a Forza Italia e il nuovo ruolo all’Ars, rappresenta una variabile importante soprattutto per gli equilibri del centrodestra. Corbo resta il sindaco uscente e dovrà decidere se tentare la riconferma. Sciabarrà conserva invece il peso di essere stato l’ultimo sfidante arrivato al ballottaggio.
E sullo sfondo rimane tutto il mondo civico, che a Canicattì potrebbe ancora una volta risultare determinante.
Per ora, dunque, più che una lista di candidati esiste una mappa di possibili candidature, alleanze e strategie.
La corsa al 2027 è appena cominciata. Ma i primi movimenti indicano già che, a Canicattì, la prossima sfida per Palazzo di Città potrebbe essere tutt’altro che scontata.




