Centro storico, Piparo: «Ripartiamo dal progetto Hyperion per prevenire nuovi crolli»

Dopo il recente crollo nel cuore del centro storico di Agrigento, il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Gerlando Piparo chiede all’Amministrazione di riattivare il progetto Hyperion, il sistema di censimento e monitoraggio degli edifici realizzato negli anni scorsi dal Dipartimento di Protezione civile dell’Ordine degli Architetti della provincia di Agrigento.
«Non possiamo limitarci a intervenire dopo ogni cedimento – afferma Piparo –. Occorre prevenire, conoscere lo stato degli immobili e programmare concretamente la loro messa in sicurezza e il loro recupero».
L’ultimo episodio, verificatosi nell’area compresa tra via Saponara, salita Gubernatis e via Serroy, viene quindi indicato dal consigliere come un ulteriore segnale della necessità di intervenire sul patrimonio edilizio del centro storico.
Il riferimento è al lavoro avviato nel dicembre 2006, quando Comune e Ordine degli Architetti diedero vita a un’attività di censimento delle condizioni statico-strutturali, della stabilità e della vulnerabilità sismica degli edifici. Furono 692 gli immobili censiti, con l’individuazione di fabbricati inagibili, parzialmente inagibili o bisognosi di interventi di consolidamento.
Nel settembre 2007, al Monastero di Santo Spirito, venne inoltre consegnata all’allora sindaco Marco Zambuto una planimetria con l’indicazione degli edifici caratterizzati dalle situazioni di degrado più preoccupanti e dal maggiore rischio di crollo. Il progetto prevedeva anche una banca dati informatica con schede, rilievi e informazioni tecniche relative agli immobili esaminati.
Per Piparo, quel patrimonio di informazioni rappresenta ancora oggi una risorsa preziosa. «Quel lavoro costituisce ancora oggi una base conoscitiva di enorme valore», sottolinea, esprimendo apprezzamento all’Ordine degli Architetti e al suo Dipartimento di Protezione civile per il contributo fornito negli anni alla città.
A riaccendere l’attenzione sul progetto è anche la recente consegna al sindaco Michele Sodano del dossier “Hyperion 2.0”. Secondo il consigliere, si tratta di un’occasione da utilizzare per aggiornare il quadro conoscitivo e trasformarlo in uno strumento concreto di prevenzione.
La proposta è quella di istituire un tavolo operativo permanente che coinvolga Comune, Ordine degli Architetti, Protezione civile, Genio civile, Soprintendenza e gli altri ordini professionali interessati.
Tra le priorità indicate figurano il recupero e la digitalizzazione della banca dati originaria, l’aggiornamento delle schede dei 692 edifici, l’individuazione degli immobili a maggiore rischio per la pubblica incolumità e la realizzazione di una mappa aggiornata delle criticità del centro storico.
Il piano dovrebbe inoltre consentire di programmare gli interventi di messa in sicurezza, consolidamento e recupero e di individuare le risorse regionali, nazionali ed europee disponibili per la sicurezza e la rigenerazione del patrimonio edilizio storico.
«Hyperion non deve rimanere un progetto custodito negli archivi o una semplice dichiarazione d’intenti – conclude Piparo –. Deve diventare uno strumento operativo dell’Amministrazione comunale. Bisogna confrontare la situazione rilevata nel 2006-2007 con quella attuale, stabilire le priorità e intervenire prima che si verifichino altri crolli».
E aggiunge: «Il centro storico non è soltanto un insieme di vecchi edifici: è la memoria di Agrigento, la sua identità e una parte essenziale del suo futuro. Dopo l’ultimo crollo non sono più sufficienti gli annunci. Occorre trasformare l’eccellente lavoro già svolto dall’Ordine degli Architetti in un vero programma pubblico di prevenzione, monitoraggio e recupero».




