Emozioni e lacrime alla scuola dell’infanzia Lauricella: la magia dell’ultimo giorno

Emozioni e lacrime. Quelle vere, sincere, impossibili da trattenere quando si chiude uno dei capitoli più dolci della vita. La sezione D della scuola dell’infanzia Lauricella di Agrigento ha salutato la fine dell’anno scolastico con una cerimonia intensa e commovente, trasformata in una festa di sorrisi, abbracci e piccoli grandi ricordi.
Protagonisti assoluti, come sempre, i bambini. Con la loro spontaneità, i loro occhi pieni di stupore e quella gioia semplice che riesce ancora a insegnare qualcosa agli adulti. Tra canti, balli, recite e applausi interminabili, sono stati salutati con particolare affetto i piccoli dell’ultimo anno, pronti adesso a lasciare il mondo incantato dell’infanzia per iniziare il cammino della scuola primaria.
Un passaggio che, per molti genitori, ha avuto il sapore dolceamaro del tempo che corre troppo in fretta. Nei volti delle mamme e dei papà si leggevano orgoglio, nostalgia e gratitudine. Perché dietro ogni disegno appeso alle pareti, dietro ogni poesia imparata a memoria e ogni piccolo progresso quotidiano, c’è stato il lavoro silenzioso e prezioso dei maestri Gero Infurna e Adriana Di Maida.
A loro è andato il ringraziamento più sentito delle famiglie. Un applauso lungo, caloroso, quasi liberatorio, per chi ogni giorno svolge un ruolo educativo fondamentale in una società sempre più complessa, spesso distratta e frenetica. Educare oggi significa seminare umanità, pazienza, rispetto e amore. E alla Lauricella, sapientemente diretta dalla preside Rosetta Greco, questo seme sembra essere stato coltivato con cura autentica.
La cerimonia si è conclusa tra fotografie, occhi lucidi e abbracci infiniti. I bambini ridevano, inconsapevoli forse del significato profondo di quel momento, mentre gli adulti cercavano di imprimere nella memoria ogni dettaglio di una giornata destinata a restare nel cuore.
Perché ci sono luoghi, come la Lauricella di Agrigento, che non sono soltanto scuole. Sono pezzi di vita. E giorni che non segnano una fine, ma l’inizio di nuovi sogni.






