Grandi opere ad Agrigento, la Cgil frena: “Prima si completino i cantieri aperti”

Il dibattito sulle grandi opere torna al centro dell’attenzione nell’Agrigentino. Dopo l’annuncio dei 6 milioni di euro destinati alla progettazione del lotto agrigentino dell’itinerario Gela-Agrigento-Castelvetrano, che comprende anche la nuova tangenziale di Agrigento, la Cgil richiama le istituzioni alla necessità di concentrarsi anche sul completamento delle opere già avviate.

Il tema è quello di una provincia che continua a fare i conti con una rete viaria caratterizzata da criticità, lavori in corso, infrastrutture da riqualificare e collegamenti che incidono quotidianamente sulla mobilità di cittadini, lavoratori e imprese.

La posizione del sindacato si inserisce in un percorso di attenzione che la Cgil Agrigento porta avanti da tempo sul sistema dei trasporti e delle infrastrutture. Nei mesi scorsi l’organizzazione aveva evidenziato le difficoltà dei collegamenti ferroviari e stradali, chiedendo interventi strutturali per ridurre l’isolamento del territorio.

Sul fronte della viabilità, tra le opere seguite negli anni figurano anche gli interventi sui viadotti e sulle principali arterie di collegamento tra Agrigento, Porto Empedocle e il resto della provincia. In passato Anas aveva fatto il punto sui lavori ai viadotti Re, Maddalusa e Spinola, indicando l’attività dei cantieri e i programmi di completamento.

La richiesta della Cgil, dunque, è che alla programmazione delle nuove infrastrutture si accompagni una particolare attenzione alla conclusione di quelle già finanziate e avviate.

Il tema assume particolare rilievo in una provincia nella quale la qualità dei collegamenti rappresenta uno dei fattori decisivi per lo sviluppo economico e turistico. Una nuova infrastruttura può infatti migliorare la mobilità soltanto se inserita in una rete complessivamente efficiente.

La stessa documentazione del Comune di Agrigento relativa alla programmazione della tangenziale evidenziava già da tempo la necessità di accelerare l’iter dell’opera e di rafforzare il coordinamento tra amministrazioni, Anas e territorio.

La posizione del sindacato apre quindi un confronto sul futuro della mobilità agrigentina: da una parte la necessità di programmare nuove opere strategiche, dall’altra l’urgenza di garantire che i cantieri già aperti arrivino effettivamente alla conclusione.

Per i cittadini, infatti, il risultato finale non è rappresentato dall’annuncio di un finanziamento o dall’apertura di un cantiere, ma dalla possibilità di utilizzare un’infrastruttura sicura, moderna e funzionante.

Il tema delle grandi opere resta dunque aperto. E insieme alla progettazione della nuova tangenziale, il territorio chiede risposte concrete sulle infrastrutture che attendono ancora di essere completate.

Condividi