Salvini inserisce l’aeroporto di Agrigento nel PNA: È la vittoria di Pisano

Certe battaglie politiche nascono come intuizioni.
Altre diventano ossessioni, sfide personali, percorsi pieni di ostacoli e scetticismo.
La battaglia per l’aeroporto di Agrigento, per Calogero Pisano, è stata esattamente questo: una sfida contro l’incredulità, contro chi riteneva impossibile immaginare Agrigento dentro la mappa infrastrutturale nazionale.
Oggi, però, quella che sembrava un’utopia entra ufficialmente nella strategia dello Stato italiano.
Le parole pronunciate dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini durante la presentazione del nuovo Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035 segnano un passaggio storico: Agrigento viene inserita tra le infrastrutture strategiche da sviluppare entro il 2035.
Non si tratta di una semplice dichiarazione politica.
Il nuovo PNA rappresenta il documento con cui il Governo ridisegna il sistema aeroportuale italiano dei prossimi dieci anni: 13 reti territoriali strategiche, crescita prevista fino a oltre 300 milioni di passeggeri e valorizzazione anche degli aeroporti regionali e secondari.
E dentro questa nuova geografia infrastrutturale nazionale compare Agrigento.
La battaglia di Pisano: dall’emendamento al riconoscimento nazionale
Dietro questo risultato c’è soprattutto il lavoro politico e parlamentare di Calogero Pisano, deputato agrigentino di Fratelli d’Italia, promotore dell’articolo 8-bis inserito nel Decreto Legge Sud, la norma che prevede la realizzazione di un aeroporto nella fascia occidentale meridionale della Sicilia.
È stato quel passaggio normativo a trasformare un’idea in una prospettiva istituzionale concreta.
Per anni il progetto dell’aeroporto di Agrigento è stato liquidato come una suggestione elettorale, una promessa irrealizzabile, un tema destinato a riemergere ciclicamente senza mai approdare a nulla di concreto.
Pisano, invece, ha scelto di farne una battaglia identitaria e strategica.
Lo ha fatto nei tavoli istituzionali, nelle commissioni parlamentari, nei confronti continui con il Ministero delle Infrastrutture e con i tecnici chiamati a valutare sostenibilità, traffico potenziale e business plan. Un lavoro lungo, spesso silenzioso, fatto di dossier, interlocuzioni, pressioni politiche e continue verifiche tecniche.
Non è un caso che già nei mesi scorsi Salvini avesse aperto alla possibilità dello scalo agrigentino, parlando di studi di fattibilità e della necessità di verificare i numeri del progetto.
Oggi, però, si è compiuto il salto decisivo: Agrigento entra ufficialmente nel Piano Nazionale degli Aeroporti.
La rivincita di una terra rimasta ai margini
Per comprendere il peso politico di questo passaggio bisogna guardare oltre l’aeroporto in sé.
La provincia di Agrigento è storicamente una delle aree più penalizzate sul piano infrastrutturale. Collegamenti lenti, rete ferroviaria insufficiente, isolamento logistico, difficoltà nei trasporti: per decenni il territorio ha pagato un ritardo strutturale che ha limitato sviluppo economico, turismo e investimenti.
L’inserimento nel PNA cambia la prospettiva.
Per la prima volta lo Stato riconosce la Sicilia centro-meridionale come area che necessita di una propria infrastruttura aeroportuale strategica. Non più periferia dimenticata, ma territorio inserito in una visione nazionale di crescita e connessione.
Ed è proprio questo l’aspetto che Pisano rivendica con maggiore forza.
Nelle sue dichiarazioni c’è l’orgoglio politico, ma soprattutto quello personale di un agrigentino che vede finalmente riconosciuto il diritto della propria terra ad avere infrastrutture moderne e prospettive di sviluppo.
Dalla politica alla storia
Naturalmente il percorso è ancora lungo.
L’inserimento nel Piano Nazionale non equivale all’apertura immediata dei cantieri. Restano da affrontare le fasi tecniche, economiche e progettuali, oltre alla sostenibilità finanziaria dell’opera.
Ma il dato politico ormai è scritto.
Per la prima volta nella storia repubblicana, l’aeroporto di Agrigento non è più soltanto una proposta o un dibattito locale: è una infrastruttura prevista nella pianificazione strategica nazionale dello Stato italiano.
Ed è qui che emerge il peso della vittoria politica di Pisano.
Perché in politica contano i risultati concreti.
E trasformare un progetto considerato irrealizzabile in una previsione inserita nel Piano Nazionale degli Aeroporti significa avere inciso realmente sul destino del proprio territorio.
Forse è ancora presto per vedere decollare il primo aereo dalla fascia occidentale meridionale della Sicilia.
Ma una cosa appare ormai evidente: quel sogno che per anni sembrava irraggiungibile oggi ha smesso di essere soltanto un sogno.




