Torri faro, Pisano e i social: La verità oltre la propaganda

Ad Agrigento succede una cosa curiosa.

Appena un’opera pubblica vede finalmente la luce dopo mezzo secolo di attese, improvvisamente spuntano decine di “padri fondatori”, strateghi, protagonisti, visionari e persino custodi morali dell’intervento. Sui social, soprattutto, sembra che le torri faro dello Stadio Esseneto siano state accese da un esercito di benefattori armati di post, selfie e comunicati.

Peccato che la realtà amministrativa sia molto meno romantica e molto più concreta.

Perché le opere pubbliche non si realizzano con i “like”, né con i comunicati autocelebrativi.

Si realizzano con i finanziamenti.

E qui nasce il punto che molti fingono di dimenticare.

Le torri faro e gli interventi collegati allo stadio rientrano in un percorso che ha avuto un passaggio decisivo: l’inserimento dei progetti della strada Mosella e dell’impianto di illuminazione dello stadio tra quelli finanziabili attraverso i Fondi di Sviluppo e Coesione, poi assegnati alla Regione Siciliana nell’ambito del Patto di Coesione siglato tra il presidente della Regione Renato Schifani e il presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

E chi ha contribuito in maniera determinante perché ciò accadesse?

Un deputato agrigentino: Calogero Pisano.

Questo è il fatto politico e amministrativo centrale. Il resto appartiene alla rumorosa categoria della narrazione.

Perché è giusto riconoscere il ruolo delle amministrazioni locali, degli uffici tecnici, dei consiglieri comunali e di chiunque abbia contribuito all’iter. Ma esiste una differenza sostanziale tra accompagnare una pratica e reperire le risorse economiche che rendono possibile l’opera.

Ed è una differenza enorme.

Senza copertura finanziaria, le torri faro sarebbero rimaste ciò che sono state per cinquant’anni: una promessa, un rendering, un argomento da campagna elettorale, una speranza buona per ogni stagione politica.

La verità è che ad Agrigento si assiste spesso a un fenomeno singolare: quando arrivano i risultati, aumentano inevitabilmente anche le rivendicazioni politiche.

Ma la politica, quella seria, si misura su una domanda semplice: chi ha lavorato concretamente per portare i soldi?

E la risposta, piaccia o meno, porta a un nome preciso: Calogero Pisano.

Senza il reperimento delle risorse economiche, difficilmente le torri faro sarebbero passate dalla fase progettuale alla realizzazione concreta. È questo il punto politico centrale della vicenda.

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