Crisi idrica, Laura Vento: “L’acqua è l’ABC dell’accoglienza turistica”

La crisi idrica torna a pesare sulle attività commerciali e sull’accoglienza turistica ad Agrigento. A sollevare nuovamente il problema è la consigliera comunale di Fratelli d’Italia Laura Vento, che in un post pubblicato sui social racconta le difficoltà vissute questa mattina da una storica caffetteria del centro cittadino.
L’attività, punto di riferimento per residenti e turisti, si è trovata nell’impossibilità di servire caffè e cappuccini e ha dovuto mantenere chiusi i servizi igienici al pubblico a causa della mancanza d’acqua.
«Non è l’unico, né il primo», sottolinea Vento, evidenziando come il problema non riguardi un singolo esercizio commerciale, ma continui a interessare diverse attività e abitazioni della città.
Secondo la consigliera, le conseguenze della crisi idrica rischiano di andare ben oltre il semplice disagio quotidiano. Per alcune strutture ricettive, infatti, la mancanza d’acqua avrebbe comportato anche cancellazioni di prenotazioni, mancati guadagni e un possibile danno all’immagine turistica della città.
Nel suo intervento Vento punta quindi l’attenzione sul rapporto tra emergenza idrica e vocazione turistica di Agrigento. «Possiamo davvero definirci una destinazione turistica se ci mancano le basi?», è la domanda posta dalla consigliera.
A corredo del post viene mostrato anche un video relativo al serbatoio AICA di contrada Poggio Muscello, dal quale, secondo quanto denunciato da Vento, continuerebbe a fuoriuscire acqua mentre attività commerciali e abitazioni restano prive del servizio.
«L’acqua, i servizi igienici, la possibilità per un bar di servire un caffè a un turista non sono dettagli. Sono l’ABC dell’accoglienza», afferma la consigliera comunale.
Il ragionamento si sposta quindi sul modello turistico della città. Per Vento, il patrimonio monumentale e paesaggistico di Agrigento rappresenta una risorsa straordinaria, ma non può essere sufficiente da solo a costruire una destinazione turistica competitiva.
«Non bastano i monumenti, le campagne promozionali o gli eventi: servono servizi essenziali che funzionino ogni giorno», conclude.
Una nuova sollecitazione, dunque, sul tema della crisi idrica, che torna a intrecciarsi con le esigenze delle attività economiche e con l’immagine di Agrigento agli occhi dei visitatori.




