Agrigento 2025, la Fondazione si scioglie. Sodano: «Ora risorse per progetti con impatto misurabile»

La Fondazione Agrigento 2025 va verso lo scioglimento e il Comune prepara il dopo Capitale della Cultura. A intervenire sulla vicenda è il sindaco di Agrigento, Michele Sodano, che rivendica la scelta dell’amministrazione e indica già la destinazione delle risorse che, al termine della liquidazione, dovrebbero tornare nella disponibilità dell’ente.

Lo scioglimento è stato approvato venerdì dal Consiglio comunale e, secondo quanto riferito dal sindaco, conclude un percorso avviato dall’amministrazione sin dai primi giorni del suo insediamento.

Il punto centrale è soprattutto economico. Sodano parla di costi vivi di circa 10 mila euro al mese per il mantenimento della struttura e ritiene quindi necessario chiudere l’esperienza della Fondazione una volta terminato il percorso legato ad Agrigento Capitale Italiana della Cultura.

Circa mezzo milione di euro da rimettere in circolo

La partita più interessante riguarda adesso le somme che rimarranno dopo la liquidazione. Secondo le stime indicate dal sindaco, potrebbero aggirarsi intorno al mezzo milione di euro.

Risorse che, nelle intenzioni dell’amministrazione, non dovranno semplicemente rientrare nei bilanci comunali, ma essere utilizzate per finanziare iniziative e progetti capaci di produrre ricadute concrete sulla città.

Sodano indica anche il criterio con cui dovrebbero essere valutate le proposte: rapporto tra costi e benefici, partecipazione, capacità di attrarre visitatori, coinvolgimento delle realtà locali e ricadute economiche e turistiche.

In altre parole, meno iniziative fine a se stesse e più attenzione ai risultati.

Il messaggio al Consiglio comunale

Nel suo intervento il sindaco rivolge anche un riconoscimento al Consiglio comunale per quello che definisce un approccio «collaborativo e istituzionale».

Sodano riferisce di aver accolto gli input arrivati dall’aula sulla possibilità di una compartecipazione nella presentazione dei progetti, a condizione però che le proposte siano realmente orientate all’interesse della città e rispettino criteri di valutazione chiari.

Un’apertura che il sindaco vorrebbe trasformare in un metodo di lavoro anche per il futuro.

«Le risorse pubbliche vanno investite dove possono generare maggiore valore», è in sostanza la linea indicata da Sodano.

«Nessuna intesa con il centrodestra»

La parte più politica del messaggio arriva però alla fine.

Il sindaco mette infatti le mani avanti rispetto alle possibili interpretazioni del dialogo avviato con il Consiglio comunale, precisando che la collaborazione istituzionale non deve essere letta come un’intesa o un apparentamento politico con i partiti del centrodestra.

Sodano rivendica, piuttosto, una posizione che dice di aver sostenuto già durante la campagna elettorale: in Consiglio comunale, secondo il sindaco, dovrebbe prevalere l’interesse della città sull’appartenenza politica.

Da qui l’invito ai consiglieri di «svestire la maglia del proprio partito e indossare quella di Agrigento» quando si lavora per la città.

Il principio, nelle parole del sindaco, è semplice: una proposta va valutata per quello che può produrre per Agrigento e non per il colore politico di chi la presenta.

Adesso, però, il passaggio dalle parole ai fatti sarà determinante. La liquidazione della Fondazione dovrà chiarire l’esatto ammontare delle risorse disponibili e, soprattutto, come il Comune deciderà di trasformare quel patrimonio residuo in nuovi progetti.

È qui che si giocherà una parte importante del dopo Agrigento 2025: capire se le risorse rimaste potranno davvero tradursi in iniziative capaci di lasciare una ricaduta concreta e misurabile sulla città.

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